INTERCETTAZIONE DI COMUNICAZIONI INFORMATICHE O TELEMATICHE
Il 18 gennaio 2016 è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati il d.d.l. C. 3470 – «Modifica all’articolo 266-bis del codice di procedura penale, in materia di intercettazione e di comunicazioni informatiche o telematiche», d’iniziativa dell’on. Maria Gaetana Greco.
Come emerge dalla Relazione di accompagnamento, l’obiettivo della proposta, presentata alla Camera il 2 dicembre 2015, è di consentire alle Forze di polizia l’utilizzo di nuovi programmi informatici che permettano l’accesso “da remoto” ai dati presenti in un sistema informatico, al fine di contrastare preventivamente i reati di terrorismo commessi mediante l’uso di tecnologie informatiche o telematiche.
Il d.d.l. in esame si pone in linea di continuità con il d.l. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2015, n. 43 (emanato in seguito all’attacco terroristico avvenuto in Francia nel gennaio 2015 alla sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”), che ha provveduto a rafforzare la normativa penale in materia di terrorismo internazionale, introducendo aggravanti di pena nel caso in cui i reati di terrorismo, istigazione e apologia del terrorismo siano commessi tramite strumenti informatici e telematici. Proprio in forza del suddetto decreto, il legislatore ha introdotto l’obbligo per la Polizia postale e delle comunicazioni di tenere costantemente aggiornata una black-list dei siti internet utilizzati per la commissione di reati di terrorismo, prevedendo altresì in capo agli internet provider specifici obblighi di oscuramento dei siti nonché di rimozione dei contenuti illeciti, connessi a reati di terrorismo, pubblicati sulla rete.
L’attuale d.d.l., che si compone di un solo disposto normativo, compirebbe un ulteriore passo in avanti rispetto alla normativa sopra menzionata, ampliandone la portata nella misura in cui sancisce che l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrenti tra più sistemi (già disciplinata dall’art. 266-bis, comma 1, c.p.p.) sia consentita «anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico».
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RELAZIONI AFFETTIVE TRA DETENUTI E FIGLI MINORENNI
Dal 3 novembre 2015 è all’esame della Commissione Giustizia della Camera l’interessante proposta di legge C. 2876, d’iniziativa dell’on. Vanna Iori e altri, che comporta «Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di relazioni affettive tra i detenuti e i figli minorenni».
Il d.d.l. propone nuove misure per meglio rispondere alle esigenze [continua..]